Grafosex e "Stivali rossi".Esperienza vera. 1

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sunnuntaina 25 elokuuta 2019

Ancora sto pensando a quanto appena accadutomi. Ve ne voglio rendere partecipi.

Alle 19.00 di oggi, 19 dicembre varco la soglia del negozio di un amico, titolare di un sexy shop di una città del nord della nostra Penisola.

Con l'amico (che chiamerò Giorgio per motivi di privacy) spesso condivido intermezzi erotici molto intensi a favore di donne che ci raggiungono attraverso il passa parola.

Un tempo il teatro delle nostre piccole orge e mini gang era un appartamento in zona tranquilla, ora è il negozio e talvolta il mio studio di grafologo.

Ci eravamo dati appuntamento per oggi, verso l'orario di chiusura del sexy shop, per impostare la promozione di un servizio sui generis attraverso i social networks ed altre modalità. Giorgio è un vulcano di idee, sempre tutte azzeccate. Io sono un buon professionista nel campo della grafologia, con molti casi di vittoria aventi per oggetto la perizia tecnica di firme. Da anni alle perizie tecniche affianco le analisi delle tendenze in vari settori e mi è venuto naturale proporre a Giorgio un servizio complementare alla sua vendita di gadget erotici. Oggi, alle 19.00, stiamo elaborando la promozione del servizio.

Era da poco uscita una bella mora sui 40anni, bel fisico e movenze attraenti, alla quale eravamo solamente riusciti a sfiorare i capezzoli turgidissimi che spuntavano da un abitino sexy che aveva scelto di provare in camerino. A turno, prima io poi Giorgio, eravamo entrati nello stanzino di prova: la donna aveva regalato ad entrambi lo spettacolo della propria nudità integrale, ma evidentemente quello era il suo gioco e lì voleva fermarsi. Ce lo disse apertamente: " Oggi mi spingo fin qui. Non oltre." Uscì col proprio acquisto: un mini abito nero mozzafiato con scollatura studiata per non coprire assolutamente il seno.

Ci salutammo, certi tutti e 3 che lei sarebbe tornata per riprendere da dove avevamo interrotto.

Riprendiamo lo studio della promozione.

Il campanello del negozio trilla. Azioniamo l'interruttore elettrico della serratura della porta.

Il mio sguardo viene catturato da un paio di stivali rossi di pelle che avanzano.

Poi salgo alle ginocchia, sensualissime, forti, arrivo a ciò che vedo delle cosce, ben tornite, delimitate da una pelliccia chiusa. Salgo ancora: incontro il viso dai lineamenti marcati di una bruna sui 40 anni che mi trafigge con gli occhi scuri. Capelli a caschetto: mi viene in mente la Valentina di Crepax, uno dei miei totem erotici.

Ma la immagino nuda. La voglio spogliare subito, qui, nell'ingresso del negozio, sotto gli occhi di Giorgio, voglio che ce la prendiamo insieme, in una doppia penetrazione istantanea, sul divanetto dell'ingresso, mentre le infilo in bocca un fallo vibrante di gomma per inumidirlo e prepararla successivamente alle doppie vaginali ed anali a cui solitamente sottoponiamo le nostre compagne di giochi.

La mia immaginazione corre... ma viene fermata, gelata: "Stivali rossi" non è sola. Con lei è entrato un uomo. L'espressione è di una persona empatica, tuttavia è evidentemente il suo uomo... Chissà che cosa accadrà.

Scioccamente, mi rivolgo a lei: "Stiamo studiando la promozione di un servizio di grafologia, qui nel negozio. Un gioco: lei mi scrive due righe ed io le dico che cosa emerge, riferendomi soprattutto alle sue tendenze erotiche.. "

Mi ferma immediatamente e mi gela: " Non mi interessa. Intenda: non mi interessa proprio. Sono qui per provare degli abiti, punto.".

Colpito e affondato.

"Molto bene. Mi segua."

La porto - lei ed il suo uomo - nel settore dedicato ai mini abiti sexy.

Dopo averne valutati molti, finalmente decide di provarne uno.

Nero, perché vuole solamente il nero. Eh, già. Di rosso ha già quegli eroticissimi stivali che le vorrei togliere a morsi.

Non so perché, ma entro prima di lei nel camerino e rimango lì come un ebete mentre lei si spoglia. Lei procede come se io non ci fossi. In mutandine e reggiseno mi consegna il suo abito. Io le porgo quello da provare. Lei si toglie il reggiseno. 2 seni da seconda misura, sodi mi puntano, come mi puntano 2 capezzoli scurissimi lunghi 2 centimetri, turgidi.

Vorrei morderli. "Stivali rossi" è qui davanti a me, vestita solamente degli stivali e di una micro mutandina di pizzo rigorosamente nero. La voglio tutta, per ore, giorni.

Lei mi guarda come se fossimo ad un meeting di lavoro, nessuna emozione apparente.

"Scusa, mi passi l'abito? Grazie."

"Certo. Perdonami, ma sono rimasto imbambolato a fissare la tua bellezza".

"Vorrai dire le mie tette. Ti piacciono, ovviamente."

"Immensamente. Dato che ci siamo..." Le abbasso le micro mutande. Non scorgo un pelo. E' totalmente depilata. Le labbra vaginali sono turgidissime. L'aiuto ad infilarsi l'abito, strusciandomi a lei. Non fa una piega.

Si guarda nello specchio. Esce. Sfila davanti al compagno ed a Giorgio che approfitta per aggiustare l'abito sulle natiche.

Lei dice che è troppo corto e per dimostrarlo si abbassa a 90 gradi, mostrandoci i suoi due splendidi orifizi invitanti.

II suo uomo le dice che è perfetto, noi 2 annuiamo.

"Dài, fatti analizzare la scrittura!", le dice.

Un po' riluttante, mi guarda e mi dice "Obbedisco!".

La faccio accomodare sul divanetto bianco. Mi siedo accanto a lei.

Le detto alcune frasi che lei diligentemente scrive sul blocco note che le ho consegnato.

Come speravo, dall'analisi estemporanea dei segni e delle sue tendenze emerge che ....

(Segue)

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Fantástica storia

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